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Ieri pomeriggio, verso le 18 30, 3 squadre dei carabinieri della stazione di Corbetta si sono recate in via Pascolutti angolo via Patrioti ad Ossona, per eseguire un mandato di ripristino della carcerazione, emesso dalla corte di appello di Salerno, nei confronti di un ossonese tristemente famoso. Dopo aver effettuato tutte l’operazioni di rito, G.P. è stato arrestato e trasferito in carcere. La corte di appello, ultimo grado di giudizio, lo ha condannato per il reato di truffa. Dovrà quindi scontare l’intera condanna, che era stata sospesa durante il processo. Non sappiamo ancora in che modo la sconterà, ma quasi sicuramente una buona parte sarà in carcere.
L’operazione dei carabinieri di Corbetta si è svolta senza particolari problemi e il testone non ha dato segni di reazione all’arresto, nè ha tentato la fuga. Il sollievo dei vicini di casa e dei passanti è comunque stato palese, così come la gratitudine verso i carabinieri che hanno svolto il servizio con particolare attenzione. Le tre auto blu e rosse parcheggiate in via Pascolutti raccontavano già tutta la storia.
Ci si immaginava che l’arresto fosse dipeso da qualcosa successo a Ossona, dove questo personaggio, soprattutto da questa estate, ne ha fatte più di Bertoldo. Invece no, l’arresto è arrivato per un reato commesso in provincia di Salerno più di 5 anni fa. Si era “internazionalizzato”, e non lo sapevamo. Poco importa, l’importante è che la difficile estate vissuta da Ossona volga al termine e, con questo arresto che segue quello di rapinatore della via Novara, e la maggiorazione dei controlli su Ossona, si è già ad un ottimo risultato.
Per esperienza posso dire di aver visto accadere altre volte la stessa sequenza di eventi. La giustizia può essere lenta ma alla fine arriva, e quella sensazione di impunibilità che spesso pervade chi ha preso l’abitudine di vivere alle spalle della serenità degli altri, non regge il confronto con la realtà. Reato dopo reato, processo dopo processo, le condanne si accumulano e si finisce per arrivare alla mezza età entrando e uscendo dal carcere, con l’impossibilità di avere la vita stabile e serena, che gli altri, quelli che da giovani hanno fatto sacrifici, che non si drogavano, che lavoravano e avevano una vita dura, hanno raggiunto nel tempo.
Articolo aggiornato il 18/10/2024 11:14