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Per il secondo anno consecutivo, “Anchio onlus”(associazione che mira al punto di incontro tra abilità e “disabilità”) sta portando avanti il progetto “Corbetta accessibile”. Lo stesso progetto implica la visita dei ragazzi della onlus alle attività commerciali corbettesi per verificare se le stesse siano accessibili ai portatori di handicap e non solo. Si pensi ad esempio all’anziano che vede poco o che ha il bastone, alla giovane mamma con il passeggino o la carrozzina. Un modo questo, tra l’altro, di far conoscere la realtà di “Anchio onlus” alla città e con essa mettere in comunicazione i negozianti e i corbettesi con i ragazzi che di fatto costituiscono l’associazione.
“E’ un progetto nato l’anno scorso in seno all’associazione ma che ha avuto da subito il supporto dell’Amministrazione comunale – spiega la referente Simona Grassi – Ecco perché oggi il sindaco Marco Ballarini, il suo vice Linda Giovannini e l’assessore Chiara Lavazza ci hanno seguito nel percorso scelto”. Sono gli stessi ragazzi a spiegare che si è cercato di visitare negozi nuovi, che non sono cioè già stati raggiunti nel 2019. Il percorso compiuto martedì 14 luglio 2020 si colloca come quarta settimana di attività in tal senso e ha riguardato: corso Garibaldi, via Verdi, via Oberdan, via Villoresi, via della Madonna, il santuario, il quartiere della Repubblica. E proprio qui, nella piazzetta della cartoleria, bar e cannoleria, i ragazzi dell’ “Anchio onlus” hanno trovato rampe di accesso facilitato e altri punti di forza nell’abbattimento delle barriere architettoniche. Molto altro però c’è ancora da fare.
“Abbiamo trovato attività commerciali con piccoli gradini che comunque restano inaccessibili alle carrozzine, negozi che non hanno il campanello di chiamata per permettere ai disabili di accedervi se non campanelli posizionati troppo in alto per essere usati da chi è in carrozzina, ma anche porte troppo strette e tavoli non adeguatamente distanziati” spiegano i giovani di “Anchio onlus”.
“Un problema è stato riscontrato anche nel santuario arcivescovile della Madonna dei Miracoli – aggiunge Simona Grassi – Non è accessibile e basterebbe una rampa per eliminare l’ostacolo dei gradini, per lo meno nell’ingresso principale. Non una rampa in cemento, come invece è presente nella chiesa parrocchiale di Corbetta e di Cerello, ma anche solamente una rampa di legno o metallo semovibile. La stessa che però è stata pensata per il locale in cui sono in vendita le immaginette ed altri articoli. Invitiamo inoltre a segnalare – conclude – i luoghi accessibili come hotel, bar, negozi e così via, in modo da poter diventare luogo di riferimento”.
Non si conclude certo qui il progetto ma continuerà nei mesi avvenire con sorprese che al momento non sono state svelate neppure a noi. Insomma: “to be continued”
Articolo aggiornato il 14/07/2020 13:14